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Buon compleanno ponte Muhammad Baqir Al-Sadr
Un’opera maeg per la rinascita di Bassora
Ponte Muhammad Baqir Al-Sadr
Intro

Il 10 agosto 2017 è stato inaugurato a Bassora il ponte strallato Muhammad Baqir Al-Sadr. L’opera è stata commissionata dal governatorato della città irachena ed è stata costruita in tempi record (26 mesi). Sorge sullo Shatt al Arab, il fiume che nasce dalle acque del Tigri e dell’Eufrate.

A quattro anni dalla sua inaugurazione la combinazione tra l’aumento vertiginoso del tasso di povertà e gli effetti della crisi pandemica di Covid-19 da un lato, assieme al radicato problema della carenza di acqua potabile dall’altro, continuano purtroppo a ritardare la rinascita della città di Bassora.

In occasione del suo anniversario, questo journal ripercorre le tappe che hanno portato alla realizzazione del ponte Muhammad Baqir Al-Sadr, simbolo di una grande speranza rivolta a un futuro di pace, fratellanza e sviluppo economico. È dedicato a Bassora e a tutti i suoi abitanti.

1. Bassora

Bassora è situata in prossimità del Golfo Persico lungo la confluenza del Tigri e dell’Eufrate, e ha rappresentato per secoli il principale crocevia commerciale tra il Mediterraneo e l’Oriente. È stata una delle città più importanti del mondo arabo, ed era conosciuta come la “Venezia d’Oriente” anche grazie alla presenza dei numerosi ponti e canali in cui si svolgevano gli scambi commerciali di beni provenienti da tutti i paesi del Golfo, dall’Egitto e dall’India.

Negli ultimi decenni, a discapito dell’antico status di città prosperosa e nonostante la potenziale ricchezza derivata dall’estrazione petrolifera, Bassora non è stata in grado di rilanciarsi, andando incontro a un drammatico declino economico e sociale. Il tasso di povertà ha raggiunto il 40%, l’infrastruttura elettrica è collassata da tempo e le riserve di acqua dolce sono contaminate dall’inquinamento e dalla risalita delle acque salate provenienti dal Golfo Persico.

Se l’assedio di Bassora durante la guerra contro l’Iran nel 1987 e i duri combattimenti nel corso dell’occupazione della città da parte delle truppe britanniche nel 2003 avevano provocato danni immensi, oggi anche le continue tensioni interne tra sunniti e sciiti contribuiscono a paralizzare lo sviluppo di Bassora. Ad aggravare il quadro della situazione, in anni recenti, è stato il massiccio esodo di sfollati provenienti dai governatorati limitrofi, al centro degli attacchi dell’ISIS.

Il ponte Muhammad Baqir Al-Sadr è stata la prima opera programmata per la ricostruzione urbana e il rilancio economico-sociale della città e dell’intero governatorato di Bassora, un’area altamente strategica grazie alle enormi riserve petrolifere e alla sua posizione chiave tra il Kuwait e l’Iran. Secondo i piani urbanistici, pertanto, il ponte doveva collegare Bassora alla delicata arteria stradale che conduce al confine iraniano, diventando il principale punto di accesso alla città.

“ Ho sempre pensato che i ponti è il più bel lavoro che sia: perché si è sicuri che non ne viene male a nessuno, anzi del bene, perché sui ponti passano le strade e senza le strade saremmo ancora come i selvaggi; insomma perché i ponti sono come l’incontrario delle frontiere e le frontiere è dove nascono le guerre. ”

Primo Levi, La chiave a stella

2. Il progetto

Nel mese di febbraio 2013, dopo una lunga fase commerciale, Maeg si aggiudica la costruzione del ponte sullo Shatt Al Arab con un contratto da 74 milioni di dollari. Nel ruolo di General Contractor, inoltre, Maeg si assume la responsabilità dell’intero progetto e gestisce le modalità operative da utilizzare sia in fase di progettazione che di esecuzione dell’opera: dalla fornitura dei materiali alla manodopera, dagli equipaggiamenti ai servizi.

La rilevanza economica del contratto e la complessità del ruolo di General Contractor costituiscono un importante banco di prova per l’azienda. Lo sforzo gestionale richiesto per completare il progetto, oltretutto, determinato dalla distanza geografica, dalle complessità sociopolitiche e dalla labirintica burocrazia irachena, rendono la costruzione del ponte una grande esperienza che Maeg affronta affidandosi a tutte le competenze e le capacità professionali di cui dispone.

3. Il ponte

Maeg si aggiudica il progetto presentando una soluzione che prevede un ponte strallato lungo 1.188 metri e largo 21.5, con due antenne principali di 40 metri a sorreggere gli stralli e 25 piloni in calcestruzzo, piantati a una profondità di 50 metri. Viene preferita la soluzione strallata, in particolare, per i numerosi vantaggi costruttivi che questa consente: tempistiche di installazione ridotte, risparmio di peso dell’intera struttura e ottimizzazione in termini di utilizzo dei materiali.

Il metodo di montaggio del ponte viene stabilito tenendo in considerazione due aspetti determinanti: concentrare le attività di assemblaggio dell’impalcato in una zona sicura e attrezzata ed evitare di interferire con il traffico fluviale durante la costruzione del ponte. Sono stati pertanto realizzati due cantieri distinti in prossimità delle sponde e si è scelto una procedura di montaggio costituita da un doppio varo della struttura già interamente assemblata.

“ Maeg ha creduto fin da subito in questo progetto. Nonostante le difficoltà costituite dalla guerra, dall’instabilità politica ed economica, dalla burocrazia, dalla carenza di beni e servizi nel mercato locale. Abbiamo deciso di credere e investire tutte le nostre capacità in quest’opera unica. ”

Alfeo Ortolan, Founder of Maeg Costruzioni SpA

CREDITS

Video: Supreme Committee for Delivery & Legacy, Road to 2022, AFC Asian Cup
Immagini: zaha-hadid.com, fifa.com, thestadiumbusiness.com, aljazeera.com, sc.qa, dohastadiumplusqatar.com

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